Descrizione
Si parte dalla villa settecentesca Mosconi-Bertani di Novare e si segue la strada bianca che, appena oltrepassato un piccolo ponticello passa davanti ad una casa, al cui interno è ancora visibile una bella sorgente con pozzo recintata da un muro in sassi. Si prosegue verso sinistra fino ad un lavatoio in pietra e salendo dei gradoni in sassi, posti tra cedri secolari, si raggiunge Tesa dove si può scorgere una sorgente, ribattezzata come Fonte Elisia dal poeta Ippolito Pindemonte in onore della contessa Elisabetta Mosconi e sfruttata sin dal tempo dei Romani per alimentare l'acquedotto pubblico del paese. Risalendo a fianco di campi coltivati a vite si imbocca la strada militare che passa per le vecchie miniere, ormai dismesse, note come "Busa del Fer", sfruttate per l'estrazione del ferro fino alla fine della seconda guerra mondiale; si prosegue mantenendo la sinistra lungo una recinzione fino ad una rete metallica, oltrepassata la quale, si attraversano dei campi ad olivo e si arriva ad un antico "rocolo" per la caccia circondato da cipressi. Proseguendo si ritorna sulla strada asfaltata che porta ad Arbizzano, sulla destra si nota la villa settecentesca Roverina, in cui soggiornò a lungo Luigi Messedaglia, noto scrittore veronese. Poco dopo c'è la Pieve di S. Pietro, situata nel centro storico del paese che, come riportava un'iscrizione dipinta un tempo all'interno della facciata, potrebbe risalire al 417d.C ma di cui si ha documentazione certa solo a partire dal 1056. Si scende, quindi, tenendo la sinistra fino al lavatoio di Arbizzano, dove ancora alla mattina si possono vedere le donne del paese lavare i panni. Si procede fino al palazzetto dello sport e si svolta a sinistra fino a raggiungere la strada che porta al Ponton, l'ingresso della tenuta Novare evidenziato da un enorme cipresso; procedendo all'altezza del rustico noto come Cà dei Scarpi, adibito ora solo a ricovero degli attrezzi, la strada ritorna sterrata fino a raggiungere la villa, punto di partenza del nostro percorso.