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Verona: Cancello - Squazza - Forte Castelletto

Descrizione

Questo itinerario segue l'itinerario 14 del libro di Giuseppe Sandrini. Escursioni Montorio e Val Squaranto, Cierre Edizioni, 1999.

Il percorso proposto parte dal Parcheggio della Chiesa di Cancello (527 m). Qui, guardando la Chiesa, si prende la stradina asfaltata a sinistra, che rimane sulla curva di livello; e, lasciando perdere delle deviazioni sulla destra, si giunge nel vero e proprio abitato di Cancello (527), dove si trova Villa Cartolari. Si devia sullo sterrato a destra, lasciando perdere poco dopo un altro sterrato ancora a destra (dove prosegue, per la contrada di Doana, il “D”, cioè la Dorsale CAI delle Colline Veronesi). Fatta una discesa, si presenta un altro bivio () : proseguendo in salita a destra si andrebbe per capezzagna a Margiuni (che è lo stesso percorso della Dorsale CAI); il percorso proposto segue invece lo sterrato in discesa a sinistra, tra un filare di giovani cipressi. Al termine della discesa si presenta un altro bivio: si prende lo sterrato a destra in salita, che porta alla contrada di Saghetto (491), 1,42 km. Si oltrepassa la contrada proseguendo in salita per lo sterrato fino ad intersecare la strada lasciata in precedenza, in prossimità di una Madonnina incastonata su un tronco. Si prosegue diritti e si arriva alla contrada di Margiuni (551), 1,97 km. Qui si gira a sinistra e si entra in contrada, camminando fino ad una cabina ENEL, dove, a destra, si prende una capezzagna che procede per un pezzo in discesa, superando un Vajo. Si lasciano perdere alcune deviazioni laterali. Si giunge così alla contrada abbandonata di Preare (538), 2,83 km, visibile dai Margiuni e caratterizzata da un gruppo di cipressi. Si passa davanti alla facciata della vetusta abitazione e si imbocca un piccolo sentiero erboso in discesa tra la corte e la stalla in rovina e che poco dopo entra nel bosco. In breve si oltrepassa il Vajo del Gorgon, e, superato un cancelletto di legno, si arriva ad un evidente tornante, dove si presenta un bivio (535), 3,11 km: andando su a destra si va verso la contrada Le Mire, il percorso proposto invece procede a sinistra. Poco dopo si arriva ad un altro bivio, 3,14 km: qui si scende a sinistra, superando un grosso masso e i resti di quella che probabilmente era una sorgente. Si giunge così nel bellissimo abitato, purtroppo diroccato, di Sengi (506), 3,44 km . Qui si intuisce la capezzagna erbosa, posta a destra del casolare (direzione sud-ovest), che, dopo qualche centinaio di metri, si innesta sulla mulattiera che proviene dalla Rocchetta Alta (). Al bivio, 3,64 km si prosegue a destra, in salita, per una ventina di metri, fino a che sulla sinistra, in corrispondenza di una coppia di castagni (su uno di essi c’è appeso il cartello di divieto di raccolta del frutto), si imbocca una carrareccia che scende in un bel bosco di castagni. In breve, si giunge sul fondo del Vajo della Canova (), 3,96 km e lo si oltrepassa. Adesso si ha di fronte una bella costa prativa e l’abitato di Casetta Squazza. Si risale il prato per l’evidente traccia dell’antica mulattiera e si arriva al Capitello della Madonna dei Sette Dolori (541), 4,16 km. Qui si prende la capezzagna a sinistra per giungere all’abitato abbandonato di Squazza (541), 4,35 km. Da qui si può godere di una bella vista sul selvaggio Vajo di Squaranto, Monte Castello e Santa Viola, … Si ritorna a Casetta Squazza (541) e si prosegue diritti, su asfalto per la contrada di Canova, che dà il nome all’omonimo Vajo.
Lasciata la contrada Canova (576) sulla propria destra, si prosegue per asfalto fino ad incrociare una capezzagna che, a destra, si inoltra su per i pascoli. Si segue la traccia piegando a sinistra fino ad un bivio. Proseguendo a destra si andrebbe verso Le Mire, si scende invece a sinistra per una capezzagna che prosegue in mezzo ai prati. Si supera un imponente Mirabolano e in breve si raggiunge la provinciale (609) che porta a San Rocco e Roverè. Si attraversa la strada e dall’altra parte si prende uno sterrato che scende e poco dopo si ricongiunge con una strada bianca che va verso la contrada il Maso; al bivio si prende a destra. La strada disegna un’ampia curva che si oltrepassa. Alla prossima curva nel pascolo, diparte sulla destra un’evidente traccia erbosa, che si segue fino ad un cancelletto di reticolato, apribile. Lo si supera, sbucando in un altro pascolo. Un po' più in basso si scorge una costruzione quadrata con tetto di lamiera: si sta nella parte alta del pascolo fino ad individuare una capezzagna che sta sulle linee di livello e, che, superato un vajo e dopo un tratto a tramontana, conduce alla contrada di Madola (546). Un sentiero erboso porta in breve allo sterrato, che, dopo qualche centinaio di metri sbuca sulla strada asfaltata che a sinistra porta nel vicino abitato di Magrano. Il percorso prosegue invece a destra su asfalto per una decina di metri; piega poi a sinistra in corrispondenza di un piazzale. E in breve si arriva alla Chiesa di Santa Lucia. Oltrepassata la Chiesa, dopo poco si giunge al bell’abitato del Palazzo (561), 8,15km. Giunti nella corte, si esce dal caratteristico portale in marmo rosso, piegando a destra e si supera un vajo percorso da un piccolo ruscello. Superato il vajo la capezzagna sale e non si considerano un paio di deviazioni sulla destra. Si arriva ad un sentiero posto tra due reticolati, adesso invaso da arbusti, rosa canina in particolare: si sta sul pascolo a destra, sormontato da un ciliegeto, oppure sul sentiero che corre a sinistra della coppia di reticolati. In ogni caso si arriva ad un bivio: ci sono due sentieri, entrambi sono sbarrati da corde/ per impedire al bestiame di fuoriuscire. Si prende il sentiero a sinistra che in breve giunge ad un altro vajo, che si supera risalendolo sul suo versante orografico destro. La salita adesso è ripida, con alcuni tornanti. Il sentiero termina, ma un’ evidente traccia conduce ad un pascolo terrazzato. Si sale un paio di terrazze, tenendo a sinistra. Nei pressi di una benna arancione usata come abbeveratoio per animali (ci sono anche dei rimasugli di copertoni da camion), si guadagna il bosco per fuoriuscirne dopo una decina di metri . C’è una malandata 850 coupé incastonata sotto un albero: si va a destra, per i pascoli. Si sale leggermente, fino a che sulla destra, non si trova un “canale” erboso, alla cui sommità si scorge una croce. Si sale per il declivio arrivando ad una rustica scaletta di legno (), che permette di passare i reticolati ed entrare nella zona dell’Ex Forte Castelletto. Salendo ancora si arriva al bordo del fossato: qui si tiene la destra e in breve si giunge in vista del cratere lasciato dall’esplosione del 16 settembre 1943. Si sale a sinistra arrivando in breve alla Cappella dell’Ex Forte Castelletto (688), 9,66 km dedicata alla 40 persone morte nell’esplosione e punto più alto dell'escursione. Il panorama è a 360 gradi. La discesa avviene andando verso sud, prendendo la stradina erbosa, che, dopo qualche tornante e un rudere di una costruzione lasciato sulla propria sinistra, immette su una stradina asfaltata. Qui si gira a destra arrivando in breve ad una strada (), 10,5 km sempre asfaltata, che, a sinistra, condurrebbe dopo qualche chilometro nell’abitato di Caiò. Al bivio () si gira a destra procedendo fino a che, nel campo di querce (di recente impianto) e ciliegi sulla sinistra, non si vedee una capezzagna. Si va a prendere questa capezzagna che conduce all’asfalto della strada provinciale (). La si attraversa andando a sinistra: subito si trova subito l’incrocio che va giù a Cancello, prendendo l’asfalto a destra. Ad una curva, sulla sinistra, si nota una capezzagna: si imbocca e la si percorre nella sua interezza fino ad uscire da un caratteristico portale in marmo rosso. Giunti sull’asfalto, si piega a destra e in breve si è al Parcheggio della Parrocchiale di Cancello (527), 11,73 km.

Markers - Way point

Parcheggio Chiesa Cancello

Bivio Saghetto (a Sx)

Lo sterrato si suddivide: su a destra si va comuqnue a Margiuni (dorsale D del CAI), si scende a sinistra.

Saghetto

Pero trentosso dei Margiuni

Vedi la descrizione nella scheda relativa. Un po' oltre, poco prima di girare per Preare un vetusto esemplare di Morar, di cui si allega una foto.

 

Arature cinghiali e presenza istrice

Nei prati e campi della zona è frequente vedere arature praticate dai cinghiali, alla ricerca di radici, rizomi e tartufi. Come si legge sul libro di Sandrini, probabilmente il nucleo originario è partito dall'Azienda faunistica della Rocchetta. Adesso i cinghiali sono diffusi su tutto il territorio colinare. Dall'autunno 2010 è possibile cacciarli. In una variante del percorso (9/1(2011) è stato trovato un aculeo di istrice, a testimonianza dell' "appennizzazione" in corso di parte delle nostre colline. L'istrice è una presenza familiare nel veronese a partire dagli inizi del 2000.

Preare

Contrada in abbandono sotto i Margiuni, ben visibile da quest'ultima (direzione Nord Est) per lo svettante gruppo di cipressi.

 

Sengi

Contrada diroccata


Casetta Squazza

Contrada  posta sul limitare del Vajo della Canova. Da essa si può raggiungere per sentiero il Paravanto.

Squazzi

Altra contrada disabitata, che si trova su un promontorio ben visibile dal basso della Pissarotta. Nel citato libro di Sandrini compare una foto della contrada (pag. XXX): si notano i cambiamenti! Infatti 13 anni fa la parte a sinistra del casolare era ancora integra.

 

 

CaNova

Mirabolano di Specula

Imponente Prunus che si trova lungo il percorso.

Madola

Santa Lucia

Chiesa tra Palazzo e Madola

Palazzo

Scaletta

Rustico passaggio per aggirare il reticolato che circonda la zona sommitale del Monte Ex Forte Castelletto.

Monte Ex Forte Castelletto

Verona: Cancello - Squazza - Forte Castelletto

Percorso nel territorio dell'abbandono.

Come arrivare

Dal Parcheggio della Chiesa di Cancello.

11,4 km; 4 ore e 30 min; 450 m

Non c'è segnaletica, perciò seguire bene le indicazioni.

Misto

Tutte.

Assente
Non viene effettuata la manutenzione
Giuseppe Sandrini e Colline Veronesi
a piedi 

Legenda simboli

albero monumentale Albero monumentale area archeologica Area di interesse archeologico bosco Bosco
casa / rifugio / centro abitato Casa / Rifugio / Centro abitato chiesa Chiesa cippo Cippo / Monumento
area di interesse geologico Area di interesse geologico incrocio Incrocio punto panoramico Punto panoramico
punto piu alto Punto più alto sul percorso segnavia Segnavia sorgente Sorgente
partenza estpartenza nordpartenza ovestpartenza sud Partenza verso...            

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